ACT

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Dare vita a un brand e diventare imprenditori di se stessi

Chat&Chips con Marta Siccardi, Founder di Charlotte Monde

Come si diventa imprenditori di se stessi?
Dare vita ai propri progetti e lavorare a qualcosa in cui realmente si crede è il desiderio di molti. Ma non tutti riescono a trasformare questo sogno in realtà: l’incertezza iniziale fa sempre paura ed è uno degli ostacoli più difficili da superare. Bisogna poi essere in grado di sviluppare la giusta forma mentis, individuare obiettivi realistici e imparare a fare rete.

Qualche giorno fa abbiamo incontrato Marta Siccardi, giovanissima founder del brand di gioielli Charlotte Monde, per farci raccontare le sfide quotidiane di un’imprenditrice under 30. L’esperienza di Marta ci ha confermato che con un mindset forte e determinato e i giusti strumenti, vivere delle proprie passioni è possibile. Non importa quanto tortuoso sarà il percorso: le soddisfazioni ripagheranno ogni sforzo.

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Loris (Co-founder Limo Comunicazione): Sei una giovane imprenditrice, cosa ti ha spinto a creare il tuo brand Charlotte Monde?

Marta (founder Charlotte Monde): Mio papà è stato il mio faro dal punto di vista professionale, lui è un libero professionista e grazie al suo input, fin da piccola avevo idea di mettermi in proprio. Dopo il liceo ho studiato per un anno product design allo IED, l’Istituto Europeo di Design: ho capitò però non era esattamente la mia strada, sentivo che mancava tutta una parte più “emotiva”. Ho deciso così di spostarmi su design del gioiello e dell’accessorio, un corso di studi sempre dello IED. Non avrei potuto fare scelta migliore: questo percorso mi ha permesso di riuscire a esprimere me stessa attraverso il mio lavoro: in ogni mio prodotto c’è sempre dietro un messaggio.

Loris: Da dove sei partita? Parlaci un po’ del tuo percorso imprenditoriale: da chi ti sei fatta aiutare? quali scelte strategiche hai dovuto fare?

Marta: Dopo l’università ho voluto iniziare facendo la gavetta: pur avendo idea di mettermi in proprio, non me la sentivo di partire subito da sola, perché dallo IED uscivo come designer e non come lavoratrice. Ho iniziato quindi a lavorare come dipendente in un’azienda di gioielli, per un periodo. Sono stati due anni abbastanza travagliati, perché l’azienda partiva già dal fallimento. Mi sono inserita in un ambiente non facile, dove mi sono ritrovata a fare un po’ tutto, anche mansioni amministrative, che andavano al di là delle mie competenze. Però ho imparato molto e gli errori che ho fatto in quegli anni non li sto ripetendo. Poi ho dato le dimissioni e la settimana dopo ho iniziato a lavorare come grafica in un’azienda che produceva tute ignifughe per i piloti di Formula Uno. Lì lavoravo part time e nel pomeriggio mi ritagliavo il tempo per pensare al mio business plan. Grazie al programma MIP – Mettersi in proprio, il sistema della Regione Piemonte che aiuta aspiranti imprenditori e lavoratori autonomi, sono stata affiancata da un professionista e ho scelto il mio posizionamento, ricercato i fornitori… ci vuole molto tempo ed energie per fare queste cose ed energie. Man mano la mia mentalità è iniziata a cambiare e mi sono resa conto che non ragionavo più da dipendente ma da imprenditrice di te stessa. Poi molto si impara man mano, strada facendo, sul campo. Io ho avuto la fortuna di mio papà, che mi ha inizializzata già da piccola su questi discorsi e anche dal punto di vista finanziario mi ha dato il suo sostegno. E questa è una cosa che mi piacerebbe portare avanti, diventare anche io incubatrice di altri progetti, perché le risorse finanziare sono sempre la base per partire.

Loris: Quali difficoltà hai avuto a creare il tuo brand? Cosa suggerisci a un ragazzo che esce come te dall’università o dallo IED, anche alla luce del mercato?

Marta: Se hai un’idea che vuoi trasformare in un’attività la prima cosa da fare è chiederti: «perché i consumatori dovrebbero scegliermi?» Infatti, nel momento in cui ti poni questa domanda, vai veramente a scorporare la tua identità. Ad esempio, di Charlotte mi ricordano e sono incuriositi dall’abbinamento crema-gioiello, che nessun’altro propone. Nel momento in cui trovi ciò in cui tu credi e ti focalizzi sul comunicare la tua identità, è tutto in discesa.

Loris: Parliamo di Charlotte, come è nata l’idea del brand? Come l’hai sviluppato?

Marta: L’idea del brand è nata dopo un periodo di crisi, in cui non riuscivo a trovare la quadra giusta. C’è stato un momento particolare in cui l’idea ha incominciato a farsi strada in me. Ero con mia mamma in cucina, parlavamo e le stavo buttando addosso un po’ tutte le mie ansie… Ad un certo punto l’ho vista lavarsi le mani e rimettersi l’anello. Quel gesto l’ho subito ricollegato al superamento di un trauma, al prendersi cura di sé, al preparare le mani prima di accogliere il gioiello. La parola gioiello arriva dal francese antico che significa gioia: indossare un anello, una collana è un gesto di felicità e l’abbinamento ad una crema rappresenta la preparazione del nostro corpo al primo tocco con il gioiello. Partendo da qui poi ho sviluppato tutto il resto. Ho lavorato sul prodotto e parallelamente sulla comunicazione, tenendo ben presente i gesti che voglio far passare.

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Loris: Quali saranno i prossimi passi?

Marta: Quest’anno con la pandemia il mercato si è modificato, quindi si stanno aprendo più strade per Charlotte. Continuerò sicuramente la realizzazione di articoli custom, richiesti per clienti che desiderano un gioiello specifico da abbinare a una crema. Inoltre, inizierò a collaborare con una buyer di gioielli, che mi ha selezionata per presentare il mio prodotto alle gioiellerie. Infine, ho in programma di realizzare una collezione di prodotti artigianali pensati però per un target e una fascia di prezzo differenti dal mio solito pubblico. Nel 2021 il mio sito web non sarà più solo un e-commerce, ma anche un sito vetrina: ci sarà una collezione che potrà essere acquistata soltanto in gioielleria, perché è fondamentale poter provare il prodotto.

Loris: Adesso che Charlotte ha mosso i primi passi e sta diventando grande, cosa ti rende più orgogliosa?

Marta: Charlotte ha compiuto un anno da poco: mi rende molto orgogliosa essere riuscita a ottenere quello che desideravo, pur da sola sono riuscita a crearmi le reti di contatti giuste. Questo mi ha permesso, tra l’altro, di trovare spazio insieme al mio brand sulle pagine della rivista Orafo Italiano. Poi, nonostante io sia una designer di gioielli, sono riuscita a differenziare un minimo ciò che vendo: trattando anche creme, in un momento di crisi economica come questo ho a disposizione anche un prodotto meno costoso e più semplice da vendere, con cui posso giocare, creando ad esempio un’edizione di creme natalizie. L’importante è non fermarsi!

 

Marta Siccardi è una jewelry and accessories designer laureata allo IED di Torino e finalista al concorso di Vicenzaoro del 2016 “Gioielli Funzionali”. Ha lavorato come disegnatrice di gioielli e graphic designer per aziende torinesi e dal 2019 ha dato vita al suo brand di gioielli in argento e creme per il corpo: Charlotte Monde. L’originale abbinamento nasce dal desiderio di esaltare il momento della preparazione nutrendo e profumando la pelle per accogliere al meglio la delicatezza del metallo prezioso. Ha rigorosamente scelto il Made in Italy ed i prodotti naturali/ecosostenibili e sviluppa su commissione gioielli ed omaggi personalizzati.

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